La Villa Romana del Casale

17/03/2021 Da News Commenti Disabilitati

La Villa Romana del Casale, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, è il più famoso sito turistico della Sicilia centrale, nonché una delle più importanti testimonianze monumentali del periodo tardo antico in Sicilia, e a buon diritto. Collocata in una valle boscosa, 5 km a sud-ovest della cittadina di Piazza Armerina, custodisce tra i più pregevoli mosaici pavimentali romani esistenti al mondo.

Questa antica residenza rurale, sfarzosa anche per gli elevati standard romani, pare fosse la residenza di campagna di Marco Aurelio Massimiano, che fu co-imperatore di Diocleziano (286-305 d.C.). Il complesso è formato da quattro gruppi di edifici collegati tra loro e distribuiti sul fianco della collina, possiede circa 3535 mq di mosaici policromi ben conservati che ricoprono i pavimenti e fanno sicuramente pensare ad un palazzo imperiale.

A seguito di una frana verificatasi nel XII secolo, la villa è rimasta per circa 700 anni sepolta sotto 10 m di fango, proteggendola così dai danni che avrebbero potuto provocare le intemperie. Solo a partire dagli anni ’50 furono intrapresi sistematici lavori di scavo che condussero alla scoperta dei mosaici, considerati unici nel loro genere per lo stile realistico e narrativo che li caratterizza, oltre che per la varietà dei soggetti raffigurati e dei colori.

A causa dei recenti lavori di restauro della villa quasi tutto il complesso è stato coperto da una tettoia di legno, in modo da proteggere i mosaici dall’azione degli elementi naturali, mentre una passerella sopraelevata consente ai visitatori di ammirare i mosaici e l’intera struttura. Alcuni architetti hanno lamentato la mancanza di luce all’interno, dove le ombre spesso nascondono i colori e la vivacità dei mosaici, ma almeno le condizioni di questi ultimi sono state di gran lunga migliorate. Il sito è dotato di pannelli informativi che consentono di esplorare la villa in autonomia.

A nord dell’ingresso principale della villa, attraverso i resti di un arco di trionfo che conduce ad un elegante atrio, sorgono le terme. Dalla palestra, decorata con uno splendido mosaico che raffigura una corsa di carri al Circo Massimo di Roma (per questo la stanza è chiamata anche Salone del Circo), si accede al frigidarium ottagonale, che conteneva vasche di acqua fredda, e al tepidarium, ossia le stanze riscaldate dove sono tuttora visibili le suspensurae, pilastrini di mattoni attraverso cui circolava il calore. 

Il peristilio e la Grande Caccia

La parte principale della villa si sviluppa intorno al peristilio, un ampio cortile coperto, fiancheggiato da corridoi mosaicati con bizzarre teste di animali, qui venivano accolti gli ospiti prima di accedere alla basilica (sala del trono). Il più interessante degli ambienti sul lato nord del peristilio è una sala da pranzo decorata con il cosiddetto mosaico della Piccola Caccia, ‘piccola’ perché quella ‘grande’ si trova sul lato orientale del peristilio, per l’appunto nell’Ambulacro della Grande Caccia. Questo corridoio lungo 64 m è abbellito da un mosaico con spettacolari scene di caccia e soggetti come tigri, leopardi, elefanti, antilopi, struzzi e un rinoceronte, tutte specie che nel Nord Africa si estinsero proprio a causa della passione dei romani per l’attività venatoria. La prima figura, avvolta in uno sfolgorante mantello bizantino, è molto probabilmente lo stesso Massimiano, scortato da due soldati della sua guardia personale.

Sala delle Dieci Ragazze

Nei pressi dell’estremità meridionale dell’Ambulacro della Grande Caccia, nella Sala delle Dieci Ragazze, si può ammirare il mosaico più famoso della villa, raffigurante nove (ma in origine erano 10) fanciulle che indossano

una sorta di bikini e si esercitano con pesi e piccoli manubri in vista dei giochi olimpici. Su un lato dell’Ambulacro invece si aprono una serie di stanze i cui pavimenti illustrano episodi dell’epos omerico e altri soggetti mitologici. Di particolare interesse è il triclinio (sala da pranzo), con una splendida raffigurazione delle fatiche di Ercole, nella quale l’eroe sconfigge terribili mostri sfoggiando un sorriso compiaciuto.