Lo “Street Food” e le ricette tradizionali siciliane

08/06/2021 Da News Commenti Disabilitati

Lo Street Food in Sicilia, riferito al classico cibo di strada, ha origini antichissime; infatti sin dai tempi dei greci era usanza molto diffusa mangiare per le vie delle città, motivo per cui la tradizione culinaria siciliana è ricca di ricette rapidi ed è tuttora possibile trovarle per le bancarelle o le rosticcerie in giro per le città. 

La rosticceria è quindi il classico luogo dove poter comprare lo Street Food in Sicilia; nella zona del palermitano sono parecchio diffuse pietanze come pane e panelle, cioè una frittella ottenuta con la farina di ceci, oppure il pane con la milza (‘u pani ca meusa), mentre è largamente diffusa nell’isola la tradizione degli arancini (o arancine), della pizza al taglio siciliana e più in generale la rosticceria mignon come calzoni, sfoglie, cipolline e focacce di ogni tipo. 

Da sottolineare anche il fatto che Palermo è considerata come una delle cinque migliori città al mondo per quel che riguarda il cibo da strada. 

Alcuni dei più famosi cibi da strada sono:

  • Gli arancini siciliani: cioè un cono o una palla di riso generalmente farcito con ragù, caciocavallo e piselli, di cui però esistono numerose varianti.
  • Il calzone
  • La cipollina: diffusa soprattutto nel catanese
  • Le panelle di ceci
  • Le scacce: diffuse invece nella zona del ragusano
  • La vastedda: pagnotta tipica siciliana con dimensioni variabili che vanno da 500 a 1500 grammi 

Antipasti classici

Vi è anche una notevole tradizione in fatto di antipasti tipici. Tra i più famosi sono da citare assolutamente la caponata, che consiste in un misto di verdure (soprattutto melanzane), sugo di pomodoro, olive, capperi, sedano, carote, ma ne esistono numerose varianti a seconda del luogo o della tradizione. Poi abbiamo l’insalata di arance, la parmigiana di melanzane (piatto tipico tradizionale anche in Campania e Calabria), le alici crude al limone, le verdure arrostite (solitamente peperoni e melanzane, condite con olio, sale, menta e aglio), le bruschette alla siciliana, e altri ancora.

Primi piatti

Quando si parla di primi piatti in Sicilia si parla ovviamente, come del resto in tutta la penisola Italiana, di pasta! Che sia pasta fatta in casa o pasta secca confezionata, i siciliani ne fanno largo uso in qualsiasi ricetta. Dalla pasta fritta alla pasta in brodo, dalla pasta asciutta a quella al forno, dalla pasta con pesce a quella con le verdure.

Alcuni dei principali primi piatti a base di pasta sono:

  • Anelletti al forno
  • Busiati
  • Cavatieddi
  • Cous-Cous alla trapanese
  • Macco di fave
  • Maccheroni alla siciliana
  • Minestra con i tenerumi
  • Pasta con le sarde
  • Pasta con i broccoli
  • Pasta al pesto di pistacchio
  • Pasta alla norma
  • Pasta o niuru di siccia (nero di seppia)
  • Pasta ca muddica
  • Pasta cco capuliatu
  • Pasta c’anciova (pasta con le acciughe sotto sale)
  • Pasta col nero di seppie
  • Pasta e fasola (pasta e fagioli)
  • Pasta con i tenerumi
  • Pasta fritta
  • Pasta “Ncasciata”
  • Pasta alla trapanese
  • Spaghetti alla carrettiera
  • Spaghetti alla bottarga di tonno
  • Spaghetti ai ricci
  • Spaghetti alla siracusana

Il couscous

Ciononostante si tratti di un piatto tipico del Nordafrica, il couscous fu introdotto nella provincia di Trapani a seguito dell’immigrazione di fine ottocento ed inizio novecento verso la Tunisia e la Libia, diventando così uno dei piatti iconici della tradizione culinaria siciliana. 

Secondi piatti

Alcuni dei secondi piatti tipici della Sicilia invece sono:

  • Arrosto panato (Palermo)
  • Coniglio “lardiato”
  • Falsomagro
  • Involtini di carne

Pesce

  • Involtini di pesce spada
  • Pesce spada alla ghiotta
  • Pescestocco alla messinese
  • Puppetti ‘i muccu (frittelle di neonata)
  • Polpette di sarde (fritte e al sugo)
  • Purpi affucati (polpi in guazzetto)
  • Sarde alla beccafico

Altri piatti

  • Bastaddi affucati (cavolfiori affogati)
  • Involtini di melanzane
  • Pizza fritta alla Siciliana
  • Polpette di finocchietto

Frutta

La Sicilia è una terra dalla forte impronta agricola che viene favorita dalla sua posizione geografica, dal clima mite e dal terreno estremamente fertile, motivo per cui la produzione ortofrutticola è uno dei fiori all’occhiello dell’Isola.

La produzione va dalle albicocche, ai fichi, agli agrumi, fino addirittura ad alcuni frutti esotici come kiwi, banane, ananas e altri. Nell’isola è molto diffusa la produzione di marmellate e confetture, delle macedonie ai gelati fino alle tipiche granite, e le bucce delle arance vengono solitamente essiccate per fare i canditi. 

La produzione di frutta e agrumi comprende: arance, limoni, cedri, mandarini, albicocche, meloni, angurie, pere, mele, fragole, ciliegie, fichi d’india, uva, pesche, ed è inoltre molto diffusa la produzione e il consumo di prodotti considerati autoctoni come le nespole, i melograni, le carrube, i gelsi e i fichi! 

La Cucina Siciliana: identità e tradizione! Pt.1

27/04/2021 Da News Commenti Disabilitati

Se c’è una cosa che più di tutte caratterizza lo spirito e la personalità di questa isola, altro non può essere che la cucina e le sue tradizioni! 

La cucina siciliana è quella forma d’arte che si è sviluppata in Sicilia a partire dai tempi antichi, e che è strettamente legata alle vicende storiche, religiose e culturali che si sono susseguite nel suo territorio durante il corso dei millenni. La sua caratteristica principale è quella di aver assorbito le tracce e i contributi derivanti dalle passate dominazioni che si sono susseguite, definendo uno stile ben preciso che nel corso dei secoli si è poi perfezionato ed arricchito in base alle abitudini degli abitanti dell’isola. 

Possiamo senza dubbio affermare che la cucina siciliana è una questione identitaria per gli abitanti dell’isola, è spesso considerata, data la sua complessità, come la più colorata, scenografica e ricca di specialità dell’intero panorama italiano, ed è inoltre motivo di orgoglio per la sua gente nonché immancabile attrazione per i milioni di turisti che visitano l’isola ogni anno.

Inoltre parecchie ricette tipiche dell’isola non sono solamente riconosciute a livello nazionale, ma addirittura godono di fama mondiale, e per citarne solo alcuni abbiamo gli arancini (o arancine), i cannoli siciliani, la cassata, l’Iris, la granita, la caponata, la pasta con le sarde e molti altri. 

Inoltre, grazie al clima mite e alla grandissima fertilità del territorio, la Sicilia è terra di eccellenza anche per quel che riguarda la produzione di spezie ed erbe aromatiche (come l’origano, il rosmarino, la salvia e la menta), degli agrumi come arance e limoni, della frutta secca come le mandorle o il pistacchio, o delle olive, da cui vengono prodotti alcuni degli oli extravergini più pregiati al mondo. 

Alcuni scritti affermano che la fama della cucina siciliana iniziò a diffondersi in epoca antica, addirittura fin dai tempi dei greci, dove si racconta che cuochi siciliani provenienti dalla potente Siracusa, venivano richiesti per fornire i loro servigi, anche grazie ai rapporti dovuti alle rotte commerciali in essere, ad Atene, Sparta e Corinto.

Inoltre la Sicilia ha dato i natali ad alcuni dei più importanti cuochi dell’epoca tra cui Miteco Siculo (tra l’altro autore del primo libro di cucina della storia), Labdaco di Siracusa e Archestrato da Gela, che è anche da considerarsi il padre dei critici culinari, autore del poema Gastronomia, in cui parla di bevande e cibi incontrate durante i suoi lunghi viaggi.

Le erbe aromatiche

Una caratteristica che contraddistingue la Sicilia è il costante profumo che si può respirare all’area aperta, nel territorio infatti è presente una vastissima quantità di erbe aromatiche, la cui presenza viene favorita dal clima mite tipico del Mediterraneo. Le più caratteristiche del territorio sono l’alloro, il basilico, il finocchio selvatico, la nepita, la menta, la salvia, il timo, il rosmarino e il cappero. Inoltre è molto presente sul territorio lo zafferano, che fu portato sull’isola dagli arabi.

Il Formaggio

Un’altra specialità che contraddistingue il territorio siciliano è la produzione del 

formaggio. Alimento antichissimo che veniva prodotto già in tempi arcaici ed è da sempre molto apprezzato dalla popolazione. Nell’isola sono presenti diverse varietà di formaggi prodotti sia con latte vaccino che di pecora, e molti di loro sono prodotti a Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) tra i quali: 

  • Caciocavallo Siciliano: è una delle varietà più antiche ed è diffuso in tutta l’isola dopo essere stato introdotto durante il periodo dei Borbone durante il Regno delle due Sicilie.
  • Formaggio di capra siciliana: anch’esso diffuso in tutta l’isola, vanta delle origini leggendarie, in quanto sembra sia stato noto anche ad Omero.
  • Pecorino siciliano: prodotto con il latte di pecora è il più diffuso e consumato nell’isola.
  • Il Pecorino Rosso: questo tipo di pecorino è diffuso molto anche in Toscana ed in Sardegna, ma pare che quello siciliano sia unico nel suo genere in quanto stagionato con succo di pomodoro.

I formaggi più presenti nella zona orientale sono il Ragusano, il Caciocavallo Ibleo, la Provola dei Nebrodi, mentre nella zona occidentale abbiamo la Provola dei monti sicani, la Provola delle Madonie e la Vastedda della Valle del Belice. 

Altro tipico prodotto ricavato dal latte è ovviamente la ricotta, tradizionalmente ovina, che viene utilizzata ampiamente sia nel settore dolciario che in quello culinario. Difatti molti dei piatti più iconici presenti nell’isola sono a base di ricotta, come il cannolo siciliano o la cassata.

L’ulivo e l’olio extravergine

Tra i prodotti più identificativi della fascia mediterranea vi è senza dubbio l’albero di ulivo! Conosciuto fin dai tempi antichi, si pensa che l’ulivo sia stato portato in Sicilia dai greci dove la pianta ha trovato il suo ambiente ideale per diffondersi. Durante quei tempi l’ulivo veniva considerato un albero sacro, pertanto chiunque ne sradicasse uno veniva punito addirittura con l’esilio. La coltivazione delle piante di ulivo e dell’estrazione dell’olio è tradizione millenaria, e l’olio extravergine prodotto viene ampiamente utilizzato in qualsiasi ricetta e in qualsiasi piatto. 

Le varietà presenti sono: la Biancolilla, che è anche la varietà più diffusa, la Cerasuola, la Giarraffa, la Moresca, la Nocellara Etnea e la Nocellara del Belice, la Tonda Iblea, la Nasitana, la Verdese, la Santagatese e la Ogliarola Messinese. 

Gli oli extravergine di origine protetta (D.O.P.) sono invece: l’olio del Monte Etna, l’olio dei Monti Iblei, l’olio di Mazara del Vallo, l’olio del Val Demone, l’olio della Valle del Belice e l’olio delle valli Trapanesi.

La Cucina Siciliana: identità e tradizione! Pt.2

26/04/2021 Da News Commenti Disabilitati

Vedi la prima parte dell’articolo qui: https://sicilytransfertaxi.com/la-cucina-sicili…-tradizione-pt-1/

Le verdure e gli ortaggi

Quindi l’usanza di portare spesso verdure a tavola, o di usarle come ingrediente principale nella realizzazione delle proprie ricette, fa rientrare di diritto la cucina siciliana nella cosiddetta dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità. Difatti nutrirsi dei frutti della terra è un’abitudine ben radicata nel DNA dei siciliani fin dai tempi più remoti, e l’isola è un’incredibile fucina di erbe selvatiche spontanee che da sempre accompagnano i pasti gli abitanti dell’isola. 

Tra le piante spontanee più diffuse abbiamo la bietola selvatica (agghiu sarvaggiu, cipudduzza o purriceddi), la cicoria selvatica (cicuriedda, cicuriedda ri montagna, erva amara, indivia selvatica o radicchio), l’aglio selvatico (agghiu sarvaggiu, cipudduzza o purriceddi), la borragine (urrania o vurrania), gli asparagi selvatici, il finocchietto selvatico e molte altre ancora.

Tra le piante da coltivazioni troviamo una vasta gamma a partire dalla zucchina (cucuzza) e i talli (taddi in dialetto) cioè i tenerumi di zucca, e poi broccoli, rucola, pomodorini, melanzane, carciofi, lattuga, peperoni, carote, finocchi, cipolle, cetrioli e molti altri.

Esistono anche una vasta selezione di ortaggi dichiarati come Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani e alcuni di essi sono anche prodotti IGP per le loro peculiarità territoriali, come ad esempio:

  • La Cipolla di Giarratana (Presidio Slow Food presente solamente nella zona di Giarratana, provincia di Ragusa)
  • Aglio Rosso di Nubia (anch’esso presidio Slow Food)
  • Patata Novella di Siracusa
  • Patata Novella di Messina
  • Pomodoro di Pachino
  • Lenticchia di Villalba (Presidio Slow Food)
  • Fava di Leonforte
  • Pomodoro Cuore di Bue

Altri prodotti presidio Slow Food sono anche:

  • Il carciofo spinoso di Menfi
  • Il Fagiolo Cosaruciaru di Scicli
  • La Lenticchia di Ustica
  • Il Pomodoro Siccagno della Valle del Belice
  • Il Cavolo Trunzo di Sci
  • Il Fagiolo Badda di Polizzi 

Pesce e Crostacei

La Sicilia, essendo un’isola, vanta una vastissima quantità di ricette a base di pesce, specialmente in quelle località che si affacciano sul mare. Il pesce viene impiegato sia nella preparazione di antipasti così come di primi o secondi piatti. Le varietà di pesce più presenti nell’isola sono: il pesce spada, il tonno, il nasello, la gallinella, il pesce martello, l’ala lunga, la sardina, il polpo, il cefalo e altre specie.
Tra i crostacei e molluschi abbiamo invece le cozze, le vongole, i ricci di mare, gli scampi, capesante, calamari, gamberoni, scampi, il gambero rosso di Mazara (DOP), l’alaccia salata di Lampedusa (Slow Food) e altri ancora.

Il pane nella tradizione siciliana

Altro elemento caratteristico della tradizione culinaria siciliana è il pane, esso infatti
diventava il pasto principale per sfamare le famiglie nei tempi in cui non avevano la possibilità di acquistare pasta, carne o pesce, e veniva spesso accompagnato con minestre e zuppe a base di legumi come ceci, lenticchie, fave e fagioli.

Nell’isola è molto diffusa l’usanza, soprattutto nelle zone montane, di produrre il cosiddetto pane casareccio, cioè il pane fatto in casa (‘u pani i casa). Il pane veniva cotto in forni di pietra alimentati dalla legna che donava al pane un’aroma caratteristico, e viene impastato solitamente sia con grano duro che con grano tenero. Il pane caldo di solito si usa condirlo con olio, sale e origano e viene chiamato pani cunzatu (pane condito), mentre un altro piatto consumato molto frequentemente sono le bruschette condite con pomodoro a pezzi, aglio e olio come ingredienti principali.

Taxi Transfer: la soluzione più comoda per i tuoi viaggi di lavoro o di piacere

16/04/2021 Da News Commenti Disabilitati

A chi non è mai capitato di dover organizzare un viaggio all’ultimo minuto? Che sia un’improvvisa trasferta lavorativa, oppure un’inaspettato viaggio di piacere dopo aver trovato un biglietto last-minute è sempre fondamentale organizzare, come prima cosa, lo spostamento verso l’aeroporto nonché il successivo rientro a casa. Diventa quindi necessario, se non obbligatorio, rivolgersi ad un servizio di Transfer Taxi. 

In cosa consiste un servizio di Transfer Taxi?

I servizi di Transfer Taxi sono la soluzione migliore che abbiamo a disposizione quando ci troviamo ad organizzare un viaggio in maniera rapida ed efficiente, ci viene incontro con una serie di comodità; ad esempio quando non abbiamo a disposizione un’auto nostra, oppure quando l’aeroporto è troppo distante dalla nostra città, ma prima di tutto ci permette di averlo a disposizione al giorno e all’ora necessaria permettendoci di avere così un problema in meno. 

È ovviamente possibile trovare questo genere di servizi in ogni città e località italiana, ma averne uno più completo ed efficiente diventa cruciale in tutte quelle città che si trovano proprio vicino ad un aeroporto, dove la necessità di garantire uno spostamento più articolato e rapido diventa pressoché essenziale, e Sicily Transfer Taxi offre proprio questo tipo di servizi! 

Ciò che contraddistingue il nostro servizio è la qualità nonché una serietà riconosciuta in anni e anni di attività, garantendo ai nostri clienti spostamenti puntuali su vetture sempre comode e impeccabili attraverso tutta la Sicilia e le sue località più importanti. Sicily Transfer Taxi è un’eccellenza assoluta per quel che riguarda i transfer da e per la città di Catania.

Ma come e quando richiedere il servizio di Transfer Taxi? 

Un servizio di transfer taxi può essere richiesto in molte situazioni, come ad esempio per raggiungere l’aeroporto prima di una partenza o al contrario per essere prelevati al momento dell’arrivo, può essere anche utilizzato per normali servizi giornalieri, come svolgere commissioni in un determinato luogo nella città di residenza. 

I servizi di Transfer non sono adatti solamente per svolgere degli spostamenti fini a se stessi, ma possono anche essere utilizzati per tour guidati, matrimoni ed escursioni, ed in questo caso è importante avere un autista che sia anche preparato e possa fornirvi informazioni sulle località che volete visitare, così da avere un supporto completo, organizzato ed affidabile.

Quindi il taxi transfer non effettua solo semplici percorsi da un punto A ad un punto B, ma può essere anche un supporto costante all’interno della giornata che guidi il cliente attraverso delle visite di natura più turistica.

Quindi determinare la buona riuscita di un viaggio dipende assolutamente dal modo in cui tutto viene organizzato: è molto importante viaggiare in totale e assoluta serenità, evitando gli affanni o le preoccupazioni in generale, e per fare tutto ciò è necessario avere una visione gestionale di insieme. Tra i confort fondamentali che assicurano la piena riuscita di un viaggio, che sia di svago o di lavoro: un servizio transfer come Sicily Transfer Taxi di Catania vi permette, attraverso il nostro sito web e le nostre competenze, di organizzare un viaggio che sia il più comodo ed efficiente possibile alla scoperta dei meravigliosi paesaggi siciliani.

Monreale: una città tra stile arabo e normanno

01/04/2021 Da News Commenti Disabilitati

Affacciata su Palermo e sul Mar Tirreno, la cittadina collinare di Monreale ospita uno dei più preziosi tesori culturali della Sicilia, il Duomo di Monreale. 

Secondo la leggenda, il re Guglielmo II detto il Buono, mentre colto dalla stanchezza riposava sotto un albero di carrubo, ebbe in sogno l’apparizione celestiale della Madonna che gli rivelò la presenza di una travatura, ovvero la giacenza di un tesoro proprio sotto l’albero in cui giaceva. Il compito che gli fu assegnato dalla Madonna fu proprio quello di scavare, dissotterrare quell’inestimabile tesoro, e costruire un monumento in suo onore.  

Il sovrano, una volta sveglio, decise che doveva seguire le indicazioni che gli furono rivelate e ordinò che venisse sradicato l’albero e che si scavasse alla ricerca di quel tesoro che, puntualmente, venne ritrovato.  

Questa cattedrale incorpora a se elementi normanni, bizantini e classici, ed è considerato il massimo capolavoro dell’architettura normanna in Sicilia, nonché una delle più imponenti eredità architettoniche del Medioevo italiano.

A realizzare i mosaici furono chiamati maestri locali e veneziani, ma ovunque si avverte l’influenza dell’arte bizantina, grazie alle sue forme stilizzate. Completati nel 1184 dopo soli 10 anni di lavori, i mosaici raffigurano 42 episodi biblici dalla creazione all’assunzione della Vergine. 

Non ci sono parole per descrivere tanta bellezza: per comprenderla appieno bisogna vedere con i propri occhi l’arca di Noè in balia delle onde, o il Cristo che guarisce un lebbroso raffigurato con tanto di bubboni a macchia di leopardo. Anche la storia di Adamo ed Eva è rappresentata in maniera magistrale, con Eva che siede corrucciata su una roccia dopo la cacciata dal Paradiso terrestre e Adamo intento a lavorare sullo sfondo. Semplicemente sublime è poi il grande mosaico del Cristo Pantocratore che orna l’abside. I binocoli agevolano l’osservazione dei mosaici, che tuttavia risultano altrettanto magnifici a occhio nudo. 

Adiacente alla cattedrale c’è l’ingresso al chiostro, gradevole testimonianza della passione di Guglielmo per l’arte araba. Questo tranquillo cortile è infatti un trionfo di architettura orientale, con eleganti arcate sostenute da snelle colonne, a loro volta decorate con magnifici motivi musivi. I capitelli sono uno diverso dall’altro e costituiscono uno straordinario esempio dei vertici raggiunti dall’arte scultorea nella Sicilia medievale. Il capitello della diciannovesima colonna sul lato occidentale del portico ritrae Guglielmo che offre il duomo alla Vergine Maria.

Scopri le nostre escursioni organizzate: https://sicilytransfertaxi.com/escursioni-sicilia/

Visitare Palermo: una città dalle mille facce pt. 2

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Visitare Palermo (Parte 2)

Se non lo hai ancora letto, qui trovi la prima parte di questo articolo: https://sicilytransfertaxi.com/visitare-palermo-pt-1/

I Mercati di Palermo: I legami storici di Palermo con il mondo arabo e la sua vicinanza al Nord Africa si riflettono anche nelle chiassose e frenetiche attività che animano le vie del centro storico, in particolare gli affollatissimi mercati. Ciascuno dei quattro quartieri storici della città ha il suo mercato, ma quelli della Vucciria, di Ballarò e del Capo sono i principali in termini di notorietà e retaggio storico.

Museo delle Maioliche: Gli appassionati di maioliche dovrebbero assolutamente visitare questo museo unico nel suo genere: contiene infatti una collezione privata di oltre 2300 pezzi, provenienti principalmente dalla Sicilia e da Napoli e realizzati tra il XV e il XX secolo. Raccolte in oltre 30 anni dal fondatore della struttura, Pio Mellina, le maioliche riempiono pareti e pavimenti del cinquecentesco Palazzo Torre Piraino, già di per sé un’opera d’arte, con soffitti a volta affrescati.

Palazzo dei Normanni: Sede dell’assemblea regionale siciliana e Patrimonio UNESCO dal 2015, questo palazzo

risale al IX secolo (è la più antica reggia d’Europa), ma deve l’aspetto attuale (e il nome) a un vasto rifacimento normanno durante il quale furono aggiunti magnifici mosaici agli appartamenti reali e alla cappella, la Cappella Palatina. Fulcri medievali arabo-normanni del palazzo erano quattro torri: Joharia, Chirimbi, Greca e Pisana. I vari appartamenti del complesso monumentale, chiusi al pubblico da martedì a giovedì, comprendono l’affascinante Sala dei Venti, all’interno della torre Joharia, che prende il nome dal soffitto ligneo settecentesco con al centro la rosa dei venti ed è decorata da magnifici mosaici, e l’adiacente Sala di Ruggero II, la camera da letto del sovrano nella Torre Pisana, risalente al XII secolo e celebre per i pregiati mosaici che non raffigurano elementi sacri, ma vegetali e animali.

Museo dell’Inquisizione: Ospitato ai piani bassi e nei sotterranei del trecentesco Palazzo Chiaramonte Steri, questo museo offre una panoramica interessante sul ruolo dell’Inquisizione a Palermo. Migliaia di ‘eretici’ furono infatti imprigionati qui tra il 1601 e il 1782; il labirinto delle antiche celle è stato restaurato con cura, portando alla luce i graffiti e le espressioni ‘artistiche’ dei prigionieri (a tema più o meno sacro). Il percorso comprende anche due opere di Renato Guttuso: la prima è una raffigurazione grafica dello strangolamento dell’inquisitore De Cisneros da parte del prigioniero ventiduenne ammanettato Diego La Mattina; l’altro è un magistrale dipinto del 1974 che ritrae il Mercato della Vucciria e in cui appaiono anche l’artista, la moglie e l’amante dell’artista, molto più giovane.

Visitare Palermo: Una città dalle mille facce pt. 1

31/03/2021 Da News Commenti Disabilitati

Visitare Palermo (parte 1)

Per millenni crocevia di civiltà, Palermo è oggi un concentrato inebriante di mosaici bizantini, chiese affrescate, e cupole arabeggianti. Una città che è al tempo stesso ai margini dell’Europa e al centro del mondo antico, in cui mercati simili a Suq si affiancano a chiese barocche, le palme da dattero incorniciano i palazzi in stile gotico e biondi con gli occhi azzurri si mescolano a bruni di carnagione più scura. 

duomo PalermoSecoli di splendore e di decadenza hanno creato una complessa realtà urbana, in cui scalinate fatiscenti conducono a saloni dorati dove la diffidenza della gente nasconde un cuore generoso. Nei meandri delle sue strade chiassose, il capoluogo siciliano racchiude chiostri profumati di agrumi, cappelle ornate da stucchi e negozi vintage colmi di vestiti appartenuti ai nobili del passato.

Il trafficato incrocio dei Quattro Canti costituisce il centro della città vecchia. Poco lontano si trova un gruppetto di monumenti imperdibili, in particolare la cinquecentesca Fontana Pretoria e La Martorana, una chiesa risalente al XII secolo commissionata dall’ammiraglio siriaco della flotta di Ruggero II, Giorgio di Antiochia, e progettata come una moschea.

Piazza Pretoria è delimitata da chiese ed edifici imponenti, questa piazza è dominata dalla trionfale Fontana Pretoria, uno dei principali punti di riferimento di Palermo. Le vasche, disposte su diversi livelli a cerchi concentrici, sono affollate di ninfe senza veli, tritoni e divinità fluviali che paiono guizzare fuori dall’acqua. Con i suoi realistici nudi, la fontana suscitò la reazione scandalizzata dei fedeli siciliani, che la ribattezzarono ‘la Fontana della Vergogna’.

Continua qui: https://sicilytransfertaxi.com/visitare-palermo-pt-2/

La Valle dei Templi, una meraviglia tutta da scoprire!

19/03/2021 Da News Commenti Disabilitati

Esiste un luogo in Sicilia dove è possibile ammirare uno dei siti archeologici più rappresentativi e meglio conservati dell’intera civiltà greca classica, inserito nel 1998 dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità, e stiamo parlando della Valle dei Templi di Agrigento.
Il sito si trova su un crinale roccioso dove un tempo sorgeva l’antica città di Akragas, nucleo originario della città di Agrigento, dove è possibile ammirare i resti di numerosi Templi dorici dedicati alle divinità elleniche. 

Spicca su tutti l’imponente Tempio della Concordia, che degli antichi templi greci esistenti è tra i meglio conservati: a differenza di molti altri, è infatti rimasto pressoché intatto dall’epoca della sua costruzione, nel 430 a.C. Nel VI secolo fu trasformato in basilica cristiana e rinforzato strutturalmente perché potesse avere maggiori probabilità di sopravvivere ai terremoti. Nel 1748 fu però restituito alla sua forma originale e ribattezzato con il nome attuale. L’ottimo stato di conservazione si deve al fatto che sotto la roccia dura sulla quale sorge il tempio c’è uno strato di argilla morbida che funge da ammortizzatore naturale, proteggendo l’edificio dalle scosse di terremoto. Molti studiosi moderni ritengono che i greci fossero consapevoli di questa particolarità del terreno al momento della progettazione, ma l’argomento è tuttora oggetto di dibattito.

valle dei templiSecondo per ordine di importanza è senza dubbio il Tempio di Giunone, conosciuto anche come Tempio di Hera, fu eretto nel V secolo a.C. e nel Medioevo parzialmente distrutto da un terremoto; gran parte del colonnato è tuttavia rimasta intatta, così come il lungo altare, originariamente usato per i sacrifici, che reca ancora alcuni segni rossastri: si tratta probabilmente delle tracce dell’incendio appiccato nel 406 d.C. durante l’invasione cartaginese.

Il Tempio di Ercole, l’ultimo della zona orientale, è il più antico, in quanto risale alla fine del VI secolo a.C. Otto delle sue 38 colonne sono state rimesse in piedi e si può passeggiare fra i resti delle altre.

La Tomba di Terone è invece un tempietto posto su un alto basamento, eretto nel 75 a.C. circa 500 anni dopo la morte di Terone, il tiranno greco di Agrigento.

La principale attrattiva della zona occidentale è costituita dai resti del Tempio di Giove. L’edificio, che misurava 112 m di lunghezza e 56 m di larghezza, e presentava colonne alte 20 m, sarebbe stato il più grande tempio dorico dell’antichità, se la sua costruzione non fosse stata interrotta dal saccheggio cartaginese di Akragas. In seguito, il tempio incompiuto fu distrutto da un terremoto.

Tra le rovine giace in posizione supina un telamone alto 8 m, ossia una statua maschile con le braccia sollevate che in origine sorreggeva il peso del tempio. Si tratta però di una copia; l’originale è esposto al Museo Archeologico

 Il Tempio dei Dioscuri è composto da quattro colonne e conosciuto anche come Tempio di Castore e Polluce. Costruito verso la fine del V secolo a.C., dopo essere stato distrutto dai cartaginesi fu successivamente restaurato in stile ellenistico per poi essere distrutto nuovamente da un terremoto. Ciò che si vede oggi risale al 1832, anno in cui l’edificio fu ricostruito utilizzando materiale recuperato da altri templi.

Subito dietro il Tempio dei Dioscuri si trova un complesso di altari e piccoli edifici che si ritiene facessero parte del Santuario di Demetra e Kore. Conosciuto come Santuario delle Divinità Ctonie, risale all’inizio del VI secolo a.C.

La Villa Romana del Casale

17/03/2021 Da News Commenti Disabilitati

La Villa Romana del Casale, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, è il più famoso sito turistico della Sicilia centrale, nonché una delle più importanti testimonianze monumentali del periodo tardo antico in Sicilia, e a buon diritto. Collocata in una valle boscosa, 5 km a sud-ovest della cittadina di Piazza Armerina, custodisce tra i più pregevoli mosaici pavimentali romani esistenti al mondo.

Questa antica residenza rurale, sfarzosa anche per gli elevati standard romani, pare fosse la residenza di campagna di Marco Aurelio Massimiano, che fu co-imperatore di Diocleziano (286-305 d.C.). Il complesso è formato da quattro gruppi di edifici collegati tra loro e distribuiti sul fianco della collina, possiede circa 3535 mq di mosaici policromi ben conservati che ricoprono i pavimenti e fanno sicuramente pensare ad un palazzo imperiale.

A seguito di una frana verificatasi nel XII secolo, la villa è rimasta per circa 700 anni sepolta sotto 10 m di fango, proteggendola così dai danni che avrebbero potuto provocare le intemperie. Solo a partire dagli anni ’50 furono intrapresi sistematici lavori di scavo che condussero alla scoperta dei mosaici, considerati unici nel loro genere per lo stile realistico e narrativo che li caratterizza, oltre che per la varietà dei soggetti raffigurati e dei colori.

A causa dei recenti lavori di restauro della villa quasi tutto il complesso è stato coperto da una tettoia di legno, in modo da proteggere i mosaici dall’azione degli elementi naturali, mentre una passerella sopraelevata consente ai visitatori di ammirare i mosaici e l’intera struttura. Alcuni architetti hanno lamentato la mancanza di luce all’interno, dove le ombre spesso nascondono i colori e la vivacità dei mosaici, ma almeno le condizioni di questi ultimi sono state di gran lunga migliorate. Il sito è dotato di pannelli informativi che consentono di esplorare la villa in autonomia.

A nord dell’ingresso principale della villa, attraverso i resti di un arco di trionfo che conduce ad un elegante atrio, sorgono le terme. Dalla palestra, decorata con uno splendido mosaico che raffigura una corsa di carri al Circo Massimo di Roma (per questo la stanza è chiamata anche Salone del Circo), si accede al frigidarium ottagonale, che conteneva vasche di acqua fredda, e al tepidarium, ossia le stanze riscaldate dove sono tuttora visibili le suspensurae, pilastrini di mattoni attraverso cui circolava il calore. 

Il peristilio e la Grande Caccia

La parte principale della villa si sviluppa intorno al peristilio, un ampio cortile coperto, fiancheggiato da corridoi mosaicati con bizzarre teste di animali, qui venivano accolti gli ospiti prima di accedere alla basilica (sala del trono). Il più interessante degli ambienti sul lato nord del peristilio è una sala da pranzo decorata con il cosiddetto mosaico della Piccola Caccia, ‘piccola’ perché quella ‘grande’ si trova sul lato orientale del peristilio, per l’appunto nell’Ambulacro della Grande Caccia. Questo corridoio lungo 64 m è abbellito da un mosaico con spettacolari scene di caccia e soggetti come tigri, leopardi, elefanti, antilopi, struzzi e un rinoceronte, tutte specie che nel Nord Africa si estinsero proprio a causa della passione dei romani per l’attività venatoria. La prima figura, avvolta in uno sfolgorante mantello bizantino, è molto probabilmente lo stesso Massimiano, scortato da due soldati della sua guardia personale.

Sala delle Dieci Ragazze

Nei pressi dell’estremità meridionale dell’Ambulacro della Grande Caccia, nella Sala delle Dieci Ragazze, si può ammirare il mosaico più famoso della villa, raffigurante nove (ma in origine erano 10) fanciulle che indossano

una sorta di bikini e si esercitano con pesi e piccoli manubri in vista dei giochi olimpici. Su un lato dell’Ambulacro invece si aprono una serie di stanze i cui pavimenti illustrano episodi dell’epos omerico e altri soggetti mitologici. Di particolare interesse è il triclinio (sala da pranzo), con una splendida raffigurazione delle fatiche di Ercole, nella quale l’eroe sconfigge terribili mostri sfoggiando un sorriso compiaciuto.

I vantaggi del Noleggio con Conducente

08/02/2021 Da News Commenti Disabilitati

Il Noleggio con Conducente è un servizio che può essere prenotato anticipatamente, e che permette di organizzare in tutta tranquillità le proprie attività lavorative e non, andando ad eliminare il classico problema di quando abbiamo un appuntamento importante ma non ci sono taxi disponibili.

Sicuramente non è da sottovalutare il lato della comodità: specialmente quando la tratta è abbastanza lunga, effettuare un viaggio e sentirsi completamente a proprio agio può fare la differenza, anche se si tratta di un viaggio di lavoro (si può ad esempio ottimizzare il tempo andando a sistemare documenti o finire di leggere una relazione o una presentazione).

Quando il compito della guida e dell’attenzione all’itinerario e al traffico è affidato ad un’altra persona, che conosce perfettamente gli itinerari e il territorio, ci si può concentrare sulle proprie attività o semplicemente rilassarsi, cosa che rende molto più produttivi e focalizzati sulle proprie priorità.