Le 8 migliori cose da fare a Taormina

26/01/2023 Da Guida Sicilia Orientale Commenti Disabilitati

Sia che tu stia visitando Taormina per un giorno come parte di una crociera o che ti stia preparando per un viaggio più lungo, sei destinato ad amarla.

Ecco le migliori cose da fare a Taormina, in Sicilia!

Le migliori cose da fare a Taormina, in Sicilia

Visita al Teatro Greco.

Cosa vedere in Sicilia Orientale

Tra tutti i teatri greci, questo è sicuramente tra i più belli al mondo. In una giornata perfettamente limpida, avrai una vista epica dell’Etna e del Mar Ionio visibile dietro il Teatro Greco di Taormina.
L’ingegnosità architettonica dei Greci fa sembrare che il teatro fluttui all’infinito tra mare e cielo e l’Etna come sfondo lontano. Gli spettacoli si tengono ancora regolarmente qui, quindi se puoi, procurati un biglietto per quello che sarà senza dubbio uno spettacolo indimenticabile.

Piazza IX Aprile

Piazza IX Aprile

Questa è senza dubbio la piazza più suggestiva della città, grazie al suo pavimento piastrellato in bianco e nero, gli onnipresenti pittori di caricature e l’audace presenza della Chiesa di San Giuseppe in stile barocco, che incombe sulla piazza con la sua imponente doppia scala. Ma il motivo principale per venire qui è la splendida vista panoramica che si gode dalla terrazza, fino all’Etna, alla baia di Naxos e all’antico teatro greco. Bevi un aperitivo e assapora ogni momento.

Prendi una barca per la Grotta Azzurra

Grotta azzurra

Sarebbe una farsa lasciare Taormina senza visitare la bellissima Grotta Azzurra. La grotta azzurra prende il nome dai riflessi danzanti che ne illuminano le pareti. Una gita in barca è un’ottima introduzione, ma lo snorkeling o le immersioni subacquee qui sono spettacolari, con l’incredibile luce che crea una qualità quasi da acquario all’acqua, dove è possibile avvistare un’ampia varietà di vita marina.

Piazza Duomo

piazza duomo

La Piazza Duomo di Taormina ospita la Cattedrale e la Fontana, detta anche “Quattro Fontane”.

Quest’ultima, posta al centro del Duomo, fu costruita nel 1635 in stile barocco e si compone di due vasche sopra le quali spicca la statua che raffigura l’emblema della città. Il centauro bipede con busto di donna ha in testa una corona e regge uno scettro nella mano destra e in quella sinistra un globo, entrambi simboli del potere.

Ai quattro angoli della fontana (da qui il nome “Quattro Fontane”) quattro colonne sono sormontate da altrettanti cavallucci marini dalla cui bocca un tempo usciva l’acqua che si riversava nella vasca sottostante.

Passeggia nei giardini della Villa Comunale di Taormina

Lady Florence Trevelyan, cugina della regina Vittoria, visse a Taormina dal 1884 al 1907. Durante la sua permanenza qui, creò la Villa Comunale come un tipico giardino all’inglese, completo di eccentriche follie vittoriane e centinaia di varietà di piante tropicali e fiori squisiti. Vieni qui per sfuggire alla folla e riposare in un angolo ombreggiato, ammirando la magnifica vista dell’Etna e della costa ionica.

Palazzo Corvaja di Taormina

Diversi stili architettonici, segno delle diverse dominazioni succedutesi nel corso dei secoli, caratterizzano il Palazzo Corvaja, splendida villa gentilizia che si trova nel centro di Taormina, nella piazza che un tempo era l’antico foro romano e prima ancora l’agorà della greca Tauromenion.

La sua prima edificazione si ebbe in epoca araba (XI sec.), durante il quale fu costruita la prima torre del palazzo a forma di cubo. Questo fu poi ampliato nel XIV e XV secolo assumendo la conformazione attuale, nel quale si può notare la matrice araba mischiata ad influenze normanne, gotiche, catalane e chiaramontani.

Nel 1411 il palazzo fu sede del Parlamento siciliano che alla presenza della Regina Bianca di Navarra, reggente del regno di Sicilia elesse il Re. Il palazzo venne poi abitato dalla potente famiglia Corvaja, dal quale prese il nome, fino alla seconda guerra mondiale.

Corso Umberto I a Taormina

corso Umberto primo

Caratterizzata dal susseguirsi di botteghe, negozi di moda e di souvenir, gastronomie e caffè, oggi la stretta via intitolata al re d’Italia Umberto I di Savoia, è una vivace passeggiata pedonale dove ogni giorno vi transitano migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Oltre ad essere un’elegante via dello shopping, il Corso è ricco di testimonianze architettoniche ed artistiche di epoche diverse.

Visitare Isola Bella di Taormina

Isola Bella cosa vedere

La particolarità di questo luogo? Potrete raggiungere l’isoletta tranquillamente a piedi, grazie ad una striscia di sabbia che la collega alla spiaggia sulla terraferma. Quando c’è bassa marea la striscia è visibile, quando c’è alta marea l’acqua vi arriverà circa alle ginocchia. E ricordate di portarvi le scarpette in gomma o le ciabatte, in quanto la spiaggia è composta da ghiaia e piccoli sassi.

Qui potrete dedicarvi principalmente a due attività: rilassarvi e fare il bagno sulla spiaggia sulla terraferma, vicino all’accesso dalla statale, oppure visitare la Riserva Naturale Orientata di Isola Bella. Per visitare quest’ultima, dovrete raggiungere l’unico punto d’accesso situato di fronte alla striscia di sabbia che la collega alla spiaggia ed entrare pagando il biglietto di €4,00. Qui non vengono organizzate visite guidate, potrete esplorare la piccola isola in autonomia, rispettando le regole e non recando danni alle piante presenti. Si tratta infatti di una Riserva Naturale Protetta.

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I migliori vini dell’Etna 2023

18/01/2023 Da Guida Sicilia Orientale Commenti Disabilitati

Vini dell’Etna

Con i suoi 3300 metri di altitudine e i 45 km di diametro del suo cono, l’Etna è non solo il vulcano più imponente del bacino mediterraneo, ma anche quello più interessante a livello enologico, a nostro parere soprattutto per quanto riguarda i bianchi.

Tra i migliori vini dell’Etna si possono menzionare quelli ottenuti da varietà autoctone come Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio per i vini rossi, Carricante e Catarratto per i vini bianchi. Nel territorio inoltre prodotti innumerevoli vini da vitigni internazionali come Chardonnay, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon.

Vino Carricante e Catarratto

Il Carricante è un antico vitigno a bacca bianca da sempre coltivato sulle pendici del vulcano. Il suo nome deriva dall’espressione siciliana “u carricanti”, che sottolinea l’abbondante produzione delle sue piante, capaci di riempire i carri d’uva.
Il vitigno Carricante dà origine a grandi vini bianchi d’inaspettata longevità (oltre 10 anni), in cui predominano sensazioni fruttate di mela, zagara, anice, insieme ad una tipica freschezza che gli conferisce struttura e longevità. Per la finezza che è in grado di conferire ai vini viene spesso vinificato insieme ad altri vitigni autoctoni come il Catarratto, l’Inzolia, la Minella, o internazionali come lo Chardonnay. A volte lo si può trovare vinificato assieme ad uve a bacca scura, come il Nerello mascalese. In origine tale usanza era diffusa nelle contrade più elevate della zona etnea, dove il Nerello Mascalese maturava con più fatica.

Nerello Mascalese

Il Nerello mascalese concorre per l’80-100% all’uvaggio del vino Etna rosso DOC e per il 45-60% a quello del vino Faro DOC. Autoctono delle pendici dell’Etna, l’origine, si perde nella notte dei tempi. Il Nerello mascalese viene coltivato prevalentemente fra i 350 e i 1000 s.l.m., nella forma tradizionale ad alberello, anche se la forma di allevamento più attuale è il cordone speronato. Questo vitigno  dà vita a vini (spesso vinificato spesso con il complementare Nerello Cappuccio) di grande sapidità minerale e tannini morbidi, contraddistinti da seducenti profumi di frutti rossi, speziati e di macchia mediterranea.

Nerello Cappuccio

Il Nerello Cappuccio (o “Niuru Cappucciu” in siciliano) deve il suo nome al singolare mantello di foglie che la pianta, coltivata ad alberello, forma per proteggere i grappoli dal sole e dai venti. Alla vista, appare di colore rosso rubino vivo con deboli sfumature violacee. Al naso è speziato, con delicate note erbacee e di frutta rossa. Al palato è secco, minerale, poco tannico, con una piacevole acidità e buona persistenza con aroma di frutta rossa.

Guida ai vini dell’Etna migliori nel 2023

(secondo CRONACHEDIGUSTO.IT)

  • Doc Etna Bianco Contrada Cavaliere 2020 – Benanti
  • Doc Sicilia Il Bianco 2021 – Buscemi
  • La Contrada dei Centenari 2020 – Calabretta
  • Doc Etna Rosso Calderara 2019 – Calcagno
  • Doc Etna Bianco Superiore Milus 2020 – Cantine di Nessuno
  • Doc Etna Rosso Contrada Carranco RV 2019 – Carranco
  • Munjebel Rosso CR 2019 – Frank Cornelissen
  • Doc Etna Rosso Riserva Zottorinoto 2017 – Cottanera
  • Doc Etna Rosso Feudo Pignatone Davanti Casa 2020 – Emiliano Falsini
  • Doc Etna Bianco Millemetri 2017 – Feudo Cavaliere
  • Doc Etna Rosso Arcuria Sopra il Pozzo 2017 – Graci
  • Mareneve 2020 – Federico Graziani
  • Doc Etna Bianco Superiore Imbris 2019 – I Custodi delle Vigne dell’Etna
  • Doc Etna Rosso Vinupetra 2020 – I Vigneri
  • Doc Etna Rosso Nerello Mascalese 2020 – Masseria Setteporte
  • Doc Etna Rosso Rumex 2020 – Monteleone
  • Doc Etna Rosso Prefillossera 2019 – Palmento Costanzo
  • Contrada G 2020 – Passopisciaro
  • Doc Etna Rosso Barbagalli 2019 – Pietradolce
  • Doc Etna Rosso San Lorenzo Piano delle Colombe 2019 – Girolamo Russo
  • 1.200 Metri s.l.m. 2020 – Azienda Agricola Sciara
  • Doc Etna Rosso Alberello 2020 – Src Vini
  • Doc Etna Rosso Pignatuni Vecchie Vigne 2019 – Famiglia Statella
  • Doc Etna Rosso Feudo di Mezzo-Il Quadro delle Rose 2020 – Tenuta delle Terre Nere
  • Doc Etna Bianco A’Puddara 2020 – Tenuta di Fessina
  • Doc Etna Bianco Nuna 2020 – Tenute di Nuna
  • Doc Etna Rosso Calderara 2019 – Tornatore
  • Pirrera 2020 – Eduardo Torres Acosta
  • Doc Etna Rosso Contrada Malpasso 2020 – Vigneti Vecchio

 

 

Cosa vedere in Sicilia Orientale

11/01/2023 Da Guida Sicilia Orientale Commenti Disabilitati

La guida di Sicily Transfer Taxi su cosa vedere in Sicilia Orientale

Stilare una guida delle cose da vedere in Sicilia è un’impresa ardua. Città eleganti, mare, monti, musei e monumenti rendono incantevole questa regione.

In questo articolo andremo a scoprire quelli che per noi sono i luoghi più interessanti della Sicilia orientale. Rimane sempre il fatto che la Sicilia è piena di cose da scoprire ed è anche la regione più grande d’Italia, perciò capirete anche voi che fare una selezione è quasi inevitabile.

Le città da visitare in Sicilia Orientale

 

CATANIA

cosa vedere a Catania

Ampio, ricco di monumenti in pietra lavica proveniente dal vulcano Etna, è un luogo indimenticabile per un viaggio alla scoperta della città etnea.

A farla da padrone sono soprattutto le numerosissime chiese, ma il centro storico offre anche importanti musei inoltre è ricco di colorati mercati, come la Pescheria o la famosa “Fera ‘o Luni” (il Mercato del Lunedì di Piazza Carlo Alberto). E per iniziare il vostro soggiorno catanese come si deve, vi consigliamo di godervi un tour guidato da un locale, oppure se volete immergervi subito nella tradizione culinaria della città, optatate per un tour del cibo di strada, unendo così la visita del centro storico ad una gustosa degustazione dello street food tipico!

Nei giorni tra il 3 e il 5 febbraio, Catania dedica alla sua patrona sant’Agata una grandiosa festa, misto di fede e di folclore, che coinvolge direttamente alcune migliaia di fedeli, impegnati nel traino del fercolo, e attira puntualmente fino ad un milione di persone, tra turisti, curiosi e devoti.Fonte:

Il centro è comodamente visitabile a piedi, ed è raggiungibile con i bus 432, 449, 536 e 902, che fermano nei pressi e lungo le vie limitrofe. La stazione centrale dista circa 1,5 km (15 min a piedi) – Ottieni indicazioni

Catania è anche famosa per i suoi vini e per i tour enogastronomici della zona. Dai un’occhiata al nostro articolo sui migliori vini dell’Etana.

Per approfondire sempre su Catania invece clicca qui

 

MESSINA

Cosa vedere a Messina

Se non siete mai stati nella città dell’omonimo Stretto, dovete rimediare subito! Perché la “Porta della Sicilia” è la prima città che s’incontra dopo aver attraversato lo Stretto e che accoglie i visitatori con il sorriso dei suoi abitanti, la bontà delle sue specialità gastronomiche e la bellezza della sua arte. È nota per il Duomo di Messina, di epoca normanna, caratterizzato dal portale gotico, finestre del XV secolo e orologio astronomico sul campanile. Nelle vicinanze si trovano fontane in marmo decorate con figure mitologiche, come la Fontana di Orione, con le sue iscrizioni scolpite, e la Fontana del Nettuno, sormontata da una statua del dio del mare.

Fonte: www.ancoradal1968.it

ISOLE DEI CICLOPI

Le isole dei ciclopi

Le isole dei Ciclopi sono un piccolo ma meraviglioso arcipelago a largo della costa siciliana, nel territorio compreso tra i comuni di Acicastello e Acireale, in provincia di Catania.

Perfette per un viaggio lontano dalle mete turistiche più conosciute e affollate della Sicilia, si appoggiano leggiadre nel mare, sorvegliate dall’Etna che appare maestoso sullo sfondo.

Le isole dei Ciclopi sono 4: Lachea, Faraglione Grande, Faraglione di Mezzo e il Faraglione degli Uccelli e formano un suggestivo arco nel mare: un panorama mozzafiato che, oltre a regalare ai visitatori un affascinante e unico paesaggio ha ispirato set cinematografici – come quello del film La terra trema di Luchino Visconti – e i Malavoglia, capolavoro letterario dell’autore siciliano Giovanni Verga.

Fonte: travel.thewom.it

 

TAORMINA

cosa vedere a Taormina

Dall’alto della sua collina, Taormina offre bellissimi scorci sul litorale con l’Etna sullo sfondo. Percorrendo Corso Umberto, la principale via pedonale, puoi godere delle viste più mozzafiato e raggiungere i luoghi di interesse più famosi.

Non farti mancare una visita al Teatro Greco, le cui rovine si stagliano sull’azzurro del mare. Se cerchi il mare calmo per fare una bella nuotata, puoi raggiungere l’incantevole spiaggia di ciottoli dell’Isola Bella. La strada principale e le pendici rocciose tutte costellate di chiesette storiche e dopo il tramonto ti aspettano tanti posti bellissimi.

Per approfondire: CLICCA QUI

ISOLA BELLA

isola bella Taormina cosa vederePosizionata lungo la costa taorminese, l’Isola Bella è diventata, assieme al Teatro Greco, il simbolo di Taormina. Pittoresco e suggestivo, l’isolotto mantiene ancora oggi inalterato la sua bellezza e il suo fascino.
L’Isola Bella può essere definita come uno dei luoghi più iconici della Sicilia. In termini generali, è un parco marino con acque cristalline che ospita la famosa Grotta Azzurra di Taormina. Ma per essere precisi, l’Isola Bella è una grande e pittoresca roccia nel mezzo di una baia a ferro di cavallo dove alte scogliere bianche si tuffano nelle acque blu del mare mediterraneo. L’Isola Bella ospita uno splendido giardino tropicale / mediterraneo, una villa e una bellissima piscina con vista sulle acque del parco marino.

Fonte: traveltaormina.com

GIARDINI NAXOS

Il fascino dell’antica Grecia unito a spiagge da cartolina e paesaggi mozzafiato: visitate questa graziosa cittadina in provincia di Messina e preparatevi a vivere un’esperienza indimenticabile!

Le vacanze a Giardini Naxos sono un’ottima occasione per godersi un po’ di meritato relax, tra sole, mare e molto altro ancora. Spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina ma anche opere d’arte risalenti a 2000 anni fa: le cose da fare e da vedere non mancano di certo!

Fino agli anni ‘70 del secolo scorso, Giardini Naxos era un tranquillo villaggio di pescatori. Oggi, invece, è considerato una delle principali mete turistiche della costa orientale siciliana, località balneare tra le più gettonate.

Oltre al mare e alla spiaggia, però, Giardini Naxos ha molto altro ancora da offrire! Qui, infatti, fu fondato quello che per molto tempo è stato ritenuto il primo insediamento greco in Sicilia.

Fonte: Expedia

SIRACUSA E ORTIGIA

Cosa vedere a Siracusa e Ortigia

Visitare Siracusa significa fare un viaggio nella storia, alla scoperta di una città millenaria che affonda le sue origini in un passato remoto.

Fondata dai Corinzi intorno al 734-733 a.C., Siracusa ha avuto un glorioso vissuto che riecheggia per le strade, dove troverete numerosi monumenti e testimonianze dell’antico splendore.

La città si trova sulla costa orientale della Sicilia, si sviluppa in parte sulla terraferma e in parte sulla bellissima isola di Ortigia, ecco perché è anche conosciuta come l’isola nell’isola.

Ma cosa c’è da vedere a Siracusa? Sicuramente l’isola di Ortigia, il cuore pulsante della città che conserva importanti tracce del suo passato. Si raggiunge varcando uno dei due ponti che uniscono l’isola alla terraferma. Raggiungete Fonte Aretusa, una sorgente d’acqua che forma un piccolo lago dove crescono gli unici papiri spontanei d’Europa.

Fonte: travel.thewom.it

NOTO

noto

Noto è di certo una delle tappe obbligate di un viaggio in Sicilia orientale. Definita “giardino di pietra” da Cesare Brandi, e considerata come la “capitale del Barocco siciliana”, il grande patrimonio artistico e storico in essa custodita è stato inserito nella lista del Patrimonio dell’UNESCO.
Ricostruita dopo il devastante terremoto del 1693, la parte nuova sorge a valle del preesistente centro abitato, detto Noto antica, e fu fondata nel 1703. La ricostruzione interessò artisti ed architetti di grande rilievo, che scelsero appunto lo stile barocco.

Fonte: Travel 365

RAGUSA

Ragusa è situata nel cuore del Val di Noto, nel sud est della Sicilia, ed è capoluogo della provincia più a sud d’Italia. Immersa in un territorio molto ricco di bellezze naturali e architettoniche da visitare, la città sorge sui Monti Iblei e si trova accanto al corso del fiume Irminio, la cui foce fa parte di una riserva naturale situata tra Marina di Ragusa e Donnalucata.
L’architettura barocca, che si distingue per la sua estrosità e per la ricchezza di elementi decorativi su volte, colonne, capitelli e facciate, costituisce lo stile artistico più diffuso nel territorio ragusano, dove fiorì a seguito del terremoto del 1693. L’importanza storica e artistica della città ha fatto sì che nel 2002 entrasse a far parte dei siti patrimonio UNESCO.

Fonte: casevacanzepomelia.it

MODICA

cosa vedere a Modica

Modica è la città delle cento chiese e delle cento scale. Inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO dal 2002, Modica è una città in cui si respira il tardo barocco siciliano nella sua massima espressione, come nelle località vicine della Val di Noto: da Ragusa Ibla e Noto, fino ad arrivare a Siracusa e poi Catania, al confine di questo territorio.

Questi luoghi sono molto legati fra loro, non solo per le radici culturali e le dominazioni esterne (greco-romana, bizantina, araba e normanna, solo per citarne una parte), ma anche per un evento catastrofico: un terremoto con epicentro nel mare fra Catania e Siracusa che nel 1693 ha raso al suolo tutti questi territori, cancellando quasi ogni traccia della storia precedente.

Per questo la città di Modica e quelle dei dintorni sono in stile tardo barocco: sono state ricostruite tutte dopo il terremoto.

Fonte: elimeli.it

SCICLI

cosa vedere a Scicli

Scicli, con i suoi 26.000 abitanti circa, sorge nel punto in cui le tre strette valli, dette cave, di Modica, Santa Maria La Nova e San Bartolomeo si aprono in una vasta pianura che raggiunge il mare a sud di Modica e Ragusa. Dal 2002 Scicli è inserita nel patrimonio dell’umanità Unesco insieme alle altre sette città tardo barocche della val di Noto (Caltagirone, Militello in val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide e Ragusa). Lungo le vie del centro storico di Scicli si susseguono, come in una fiaba settecentesca, splendide chiese in pietra dorata e sontuosi palazzi.

CALTAGIRONE

Caltagirone è sita su tre diverse colline, questo le regala una splendida veduta su tutta la valle sottostante. Divenuta celebre per le sue ceramiche, la città sta sviluppando una forte vocazione turistica, riuscendo ad attirare diverse centinaia di visitatori durante l’anno. Alla base di grande successo, ci sono il folklore della festa patronale di San Giacomo, il Barocco patrimonio dell’UNESCO, la famosa scalinata, i presepi ed ancora tante altre attrattive sia storiche che culturali, che fanno di Caltagirone una delle mete imperdibili dell’entroterra siciliano. Ecco quello che dovete sapere per visitare al meglio questa piccola città.

Fonte: travel365.it

PALAZZOLO ACREIDE

Tra i tesori architettonici di Palazzolo Acreide spicca senza dubbio il Teatro Greco di Akrai, una ex polis greca costruita tra il 664 e il 663 a.C. Nella stessa zona è presente anche un antico santuario rupestre chiamato “I Santoni”; si tratta di uno dei più antichi luoghi di culto per venerare la dea Cibele in Sicilia.

Il periodo migliore per visitare Palazzolo Acreide è la primavera (aprile – maggio – giugno) e fine estate/inizio autunno (settembre – ottobre). Anche l’estate è un buon periodo ma si consiglia di evitare le giornate più calde.

Nel cuore della cittadina sorge il pregevole Palazzo Judica (poi Lapira) costruito nel 1790 con la facciata mirabilmente decorata, che dona all’edificio un aspetto elegante e raffinato; è una delle attrazioni è più affascinati della cittadina.
Oltre ai numerosi monumenti, Palazzolo Acreide custodisce alcuni musei tra cui la casa-museo di Antonino Uccello in cui è posta una collezione di materiali etnografici della Sicilia; poi troviamo il Museo del Presepe, Museo dei Viaggiatori in Sicilia e il Museo dell’informatica Funzionante.

Fonte: broghistorici.it

AVOLA

cosa vedere ad Avola

Avola è la città ideale per chi vuole trascorrere una vacanza in relax, tra mare, arte, cultura e buon cibo, e con la possibilità di raggiungere facilmente le numerose attrazioni nelle vicinanze come Noto, Siracusa, Marzamemi, l’Isola delle Correnti, Vendicari e molto altro ancora.

Il centro storico di Avola ha una particolare ed originale forma esagonale, di chiara ispirazione rinascimentale. All’interno di questo esagono vi è una rete di strade ortogonali. Le due strade principali, Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi, si incontrano al centro, nella piazza principale, Piazza Umberto I, e dividono la città in 4 quartieri. A Piazza Umberto I si trova la chiesa madre S. Nicolò, oggi dedicata a S. Sebastiano. Qui in piazza si può passeggiare, mangiare una ottima granita, cenare in uno dei tanti carinissimi locali, acquistare un souvenir o semplicemente stare seduti su una panchina e godersi l’atmosfera.

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La Festa di Sant’Agata a Catania

04/01/2023 Da Guida Sicilia Orientale Commenti Disabilitati

La festa di sant’Agata dal 3 al 5 febbraio

Nei giorni tra il 3 e il 5 febbraio, Catania dedica alla sua patrona sant’Agata una grandiosa festa, misto di fede e di folclore, che coinvolge direttamente alcune migliaia di fedeli, impegnati nel traino del fercolo, e attira puntualmente fino ad un milione di persone, tra turisti, curiosi e devoti.

Per onorare la santa, che secondo la tradizione visse a Catania nella prima metà del III secolo e lì subì le torture e il martirio per il suo rifiuto all’abiura della fede cristiana, si susseguono spettacoli pirotecnici, celebrazioni solenni e per le strade, illuminate da chilometri di luminarie, si snodano processioni affollate e sontuosi cortei storici che rinnovano nella città barocca le suggestioni di riti antichi e mai perduti.

Nella prima giornata di festeggiamenti le autorità civili, a bordo della settecentesca carrozza del Senato, quelle religiose e militari sfilano in un corteo, con figuranti in costume storico, seguendo le undici “candelore”, le pesanti costruzioni lignee, intagliate e dorate, realizzate dalle antiche corporazioni dei mestieri e portate a spalla da uomini forzuti, per il tradizionale appuntamento dell’offerta della cera.

Svolgimento della festa di sant’Agata

La giornata prosegue con l’omaggio floreale dei vigili del fuoco che salgono fino a sfiorare il punto più alto della Cattedrale per deporre una composizione floreale al simulacro della celeste protettrice, invocata da secoli contro gli incendi e le eruzioni dell’Etna.

Nel pomeriggio si disputa il trofeo internazionale di podismo, e a sera la prima giornata dei tre giorni “agatini” si conclude a piazza Duomo con l’esecuzione di canti tradizionali in onore della patrona e con uno spettacolo di fuochi d’artificio, famoso per intensità e bellezza cromatica dei suoi giochi.

Il giorno successivo è quello delle celebrazioni religiose in onore della Santa, s’inizia con la messa dell’Aurora, si prosegue con la processione del fercolo nelle vie della città il cui momento “clou” è la cosiddetta cchianata de’ Cappuccini, durante la quale il fercolo viene trainato di corsa fino alla piazza di San Domenico.

Successivamente dopo la celebrazione nella chiesa di Sant’Agata la Vetere, si continua il giro della città e si rientra in Cattedrale alle prime luci dell’alba.

Il 5 febbraio si continua la processione nella parte interna della città, e uno dei momenti più caratteristici è la cchianata ‘i Sangiulianu, nella quale nuovamente di corsa i devoti trainano il pesantissimo fercolo.

All’alba e a volte anche molte ore dopo la Santa rientra in cattedrale salutata dai devoti e da uno spettacolo pirotecnico.

La festa di sant’Agata è anche gastronomia: chi si trova a Catania durante la festa non può farsi sfuggire la ghiotta occasione di assaggiare, tra le altre specialità, le tradizionali “olivette di sant’Agata”, piccoli dolci di pasta di mandorla colorati di verde e ricoperti di zucchero che ricordano un evento leggendario legato al culto di sant’Agata e le “cassateddi di Sant’Aita” o anche “minnuzzi” che ricordano la forma di una mammella, per ricordare il martirio subito dalla santa.

Fonte: https://www.citymapsicilia.it/struttura/la-festa-di-santagata/

Come spostarsi a Catania durante la festa?

Catania in quel periodo diventa molto caotica a causa delle migliaia e migliaia di pellegrini che giungono in città per ammirare la festa.

Sicily Transfer Taxi offre un servizio di spostamento dedicato a queste incredibili giornate, e vi permetterà di spostarsi con facilità per ammirare la festa.

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